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A pensar male si fa peccato…

… ma spesso ci si azzecca, per citare il Divo Giulio. E’ la prima cosa che mi è balzata in mente quando stamattina, aria assonnata e tazza di caffè alla mano, ho letto l’articolo del Corriere della Sera sul piccolo scandalo a luci rosse che in queste ore investe diversi funzionari della SEC (Securities and Exchange Commission) e di cui si è occupato anche l’ Huffington post. Un’ indagine svolta da una commissione d’ inchiesta dello stesso organo di controllo sulle attività di borsa, ha inchiodato 32 dipendenti (fra alti funzionari e “bassa manovalanza”) che negli ultimi 2 anni e mezzo, avrebbe trascorso un ingente numero di ore lavorative ammirando signorine discinte su siti erotici come Youporn.com invece di vigilare sulle malefatte dei vari colletti bianchi di Wall Street. Roba da far venire un coccolone a Brunetta. Fin qui, nulla da eccepire. E’ più che giusto che un’agenzia importante come la SEC vigili sull’operato dei suoi stessi “vigilantes”, ci mancherebbe. Ciò che mi fa riflettere è il fatto che l’indagine sia stata commissionata dal ridente senatore repubblicano Chuck Grassley, la punta di diamante dell’Elefantino a stelle e strisce nello stato dell’ Iowa. E soprattutto il fatto che il vizietto proibito dei controllori finanziari USA salti fuori proprio nel giorno del discorso del presidente Barack Obama al Cooper Union, davanti alla crème dei banchieri americani. Si gioca infatti in questi giorni una partita decisiva per l’approvazione del grande progetto di riforma dei mercati finanziari presentato dai Democratici, fortemente acclamato dalla popolazione inferocita dopo gli scandali che hanno investito le principali Merchant nel 2008 e 2009 e parimenti osteggiato dal partito Repubblicano, il quale si batte arduamente soprattutto contro l’ introduzione di una tassa specifica a carico delle banche che andrà ad alimentare il fondo per il salvataggio dei colossi finanziari in crisi e la nuova Authority per la tutela dei consumatori di servizi finanziari. L’opinione pubblica USA vede la SEC come l’ implacabile paladino che presto punirà gli avidi signori di Wall Street, unici responsabili della crisi di questo biennio e magari, qualcuno potrebbe aver interesse a mostrare al popolo che il paladino senza macchia non è poi così senza macchia come si pensa… fosse anche soltanto per una passione irrefrenabile per l’hard-core streaming gratuito.

Frank Elios

Crisi e riforme… embè

Chiedo venia… molto probabilmente sono io distratto ma ero rimasto qualche tempo fa con l’impressione che la crisi, finanziaria ed ormai economica, fosse vista non solo come un uragano per cui era meglio sbarrare le porte di casa, ma anche e per fortuna l’opportunità per riformare un sistema mondiale che aveva evidentemente mostrato le sue falle….

Diciamo che partiamo da qui..

Sono successe molte cose dopo ovviamente. Tuttavia senza voler entrare in particolareggiate azioni di salvataggio sembrava che l’opportunità fosse ghiotta per riformare un sistema che altrimenti sarebbe stato inattaccabile per la difesa delle più potenti lobbies sia americane che mondiali. Tremonti per altro cominciò a parlare, lasciando perdere gli sproloqui di contorno per Porta a Porta e tg1, di un nuovo assetto regolamentare necessario a livello mondiale. L’idea, non proprio sua non è andata in porto, abbassando il tiro per cui si è arrivati a parlare separatamente di Europa e Usa. Ora lasciando perdere diatribe italiane del Ministro, si è comunque giunti ad una nuova visione globale della necessità di una maggiore regolamentazione dei mercati finanziari ed ad un maggiore controllo degli operatori, marcatamente bancari. Gli Usa dopo aver dibattuto, in maniera per altro poco produttiva sui bei soldoni da dare o meno ai top manager per paura che altrimenti si sarebbero trasferiti altrove (paura per altro che non si è evidentemente concretizzata) si stanno comunque avvicinando ad un riassetto del sistema, certamente non così incisivo come ci si poteva aspettare, ma si vedono segni di ripresa….

Bene L’Europa..mmm, oltre alla proposta molto simile a quella americana di una istituzione con maggiori poteri di controllo non è che abbia fatto molto e per altro ancora diciamo che non ha fatto niente . Ora premettendo che ovviamente la cosa non poteva essere rapida ne veramente incisiva rimane comunque una situazione tutta italiana davvero strana, prescindendo dalle varie situazioni delle banche e del loro riassetto, credo che Rossi la abbia ben esplicata in questa intervista.

La mia domanda di fondo è, avremo un riassetto almeno parziale oppure lasceremo scivolare via la crisi con interventi di riparazione come quello che è stato pattuito per la Grecia oppure finalmente affronteremo il problema?

Ultima riflessione, io che non capisco un emerita cippa ancora non comprendo perché la più evidente di tutte le storture non sia neppure lontanamente stata proposta tra quelle affrontabili, tranne che con una duplicazione da parte europea del sistema americano… Ma le Agenzie di Rating proprio così devono rimanere?

Sommato