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Crisi e riforme… embè

Chiedo venia… molto probabilmente sono io distratto ma ero rimasto qualche tempo fa con l’impressione che la crisi, finanziaria ed ormai economica, fosse vista non solo come un uragano per cui era meglio sbarrare le porte di casa, ma anche e per fortuna l’opportunità per riformare un sistema mondiale che aveva evidentemente mostrato le sue falle….

Diciamo che partiamo da qui..

Sono successe molte cose dopo ovviamente. Tuttavia senza voler entrare in particolareggiate azioni di salvataggio sembrava che l’opportunità fosse ghiotta per riformare un sistema che altrimenti sarebbe stato inattaccabile per la difesa delle più potenti lobbies sia americane che mondiali. Tremonti per altro cominciò a parlare, lasciando perdere gli sproloqui di contorno per Porta a Porta e tg1, di un nuovo assetto regolamentare necessario a livello mondiale. L’idea, non proprio sua non è andata in porto, abbassando il tiro per cui si è arrivati a parlare separatamente di Europa e Usa. Ora lasciando perdere diatribe italiane del Ministro, si è comunque giunti ad una nuova visione globale della necessità di una maggiore regolamentazione dei mercati finanziari ed ad un maggiore controllo degli operatori, marcatamente bancari. Gli Usa dopo aver dibattuto, in maniera per altro poco produttiva sui bei soldoni da dare o meno ai top manager per paura che altrimenti si sarebbero trasferiti altrove (paura per altro che non si è evidentemente concretizzata) si stanno comunque avvicinando ad un riassetto del sistema, certamente non così incisivo come ci si poteva aspettare, ma si vedono segni di ripresa….

Bene L’Europa..mmm, oltre alla proposta molto simile a quella americana di una istituzione con maggiori poteri di controllo non è che abbia fatto molto e per altro ancora diciamo che non ha fatto niente . Ora premettendo che ovviamente la cosa non poteva essere rapida ne veramente incisiva rimane comunque una situazione tutta italiana davvero strana, prescindendo dalle varie situazioni delle banche e del loro riassetto, credo che Rossi la abbia ben esplicata in questa intervista.

La mia domanda di fondo è, avremo un riassetto almeno parziale oppure lasceremo scivolare via la crisi con interventi di riparazione come quello che è stato pattuito per la Grecia oppure finalmente affronteremo il problema?

Ultima riflessione, io che non capisco un emerita cippa ancora non comprendo perché la più evidente di tutte le storture non sia neppure lontanamente stata proposta tra quelle affrontabili, tranne che con una duplicazione da parte europea del sistema americano… Ma le Agenzie di Rating proprio così devono rimanere?

Sommato

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